Cari amici eccoci nuovamente. Questo è il nostro quarto e ultimo Journal Club per questo 2015, un appuntamento che ho proposto e fortemente desiderato con lo scopo di offrire nuovi stimoli a tutta la mia equipè.
Quello che sta per concludersi è stato un anno molto impegnativo e proficuo. Alcuni progetti di ricerca hanno preso vita, altri proseguono ed altri ancora hanno dato i loro frutti. Con orgoglio vi ho comunicato la recente pubblicazione “Posterior Talar Shifting in Mobile-Bearing Total Ankle Replacement” sulla rivista scientifica “Foot Ankle Int”.

Proprio sulla scorta di questo piccolo grande successo, per quest’ultimo incontro ho scelto di approfondire quelle che, un tempo, erano considerate le controindicazioni alla protesi di caviglia e che ora non sono più limiti oggettivi.

L’introduzione del Dr. Luigi Manzi. Un appassionato commento dell’articolo del suo amico Dr.Gross, sull’impatto del diabete mellito sui pazienti operati di protesi di caviglia: “Impact of diabetes on outcome of total ankle replacement”.

Ha proseguito la Dr.ssa Camilla Maccario, illustrando come anche l’obesità, problematica presente e piaga sociale negli Stati Uniti, non influenzi l’outcome nei pazienti operati di protesi di caviglia. L’articolo commentato è:
The effect of obesity on functional outcomes and complication in arthroplasty”.

Il Dr.Andrea Pantalone ha concluso l’analisi delle controindicazioni prendendo in esame la deformità. Ad oggi la deformità non è più considerata un limite, eccezion fatta per i chirurghi meno esperti che non praticano nella quotidianità questa tipologia di intervento.
Articolo discusso: “Differences in outcomes following total ankle replacement in patients with neutral alignment compared with tibio-talar joint malalignment”.

Siamo poi passati ad esaminare “il rovescio della medaglia”. La Dr.ssa Miriam Grassi ha commentato l’artrodesi e ciò che condiziona i risultati di questa tecnica. Miriam ha tratto ispirazione dall’articolo: “Factors affecting the outcomes of uncomplicated primary open ankle arthrodesis”.

Grazie al Dr. Cristian Indino, abbiamo fatto tutti un tuffo nel passato. Cristian ha analizzato l’articolo di Henricso che descrive l’incremento dei follow up legati alla protesica di caviglia: “Survival analisys of the single and double coated STAR ankle up to 20 years: long term follow-up of 324 cases from the Swedish Ankle Registry”. Apprezzabile l’inclusione, durante la sua esposizione, della lettera all’editor e relativa risposta.
Non mi stancherò mai di dirlo ai miei giovani colleghi: E’ a questi follow-up che dobbiamo pensare quando lavoriamo al nostro database!

Quindi, un occhio all’imaging, fondamentale, per monitorare i nostri risultati. La Dr.ssa Claudia ci ha parlato di:“Radiographic outcome of pre-operative CT-scan derived patient specific Total Ankle Arthroplasty”.

Per chiudere la serata, ho scelto di esaminare ciò che mi viene chiesto ad ogni Masterclass Zimmer a cui partecipo, per parlare di protesi: argomentare la mia stabilizzazione della sindesmosi nelle protesi, soprattutto nelle caviglie valghe. Siamo partiti studiando le origini: “The fate of the fixed syndesmosis overtime”.
Il Dr. Riccardo D’Ambrosio ha esposto questo importante tema, preludio di un nostro studio futuro.

Ho chiuso io la serata ripercorrendo, insieme ai miei ragazzi, i successi di novembre. Quante emozioni. La prima disartrodesi eseguita con approccio laterale e protesi Zimmer (primo caso in Europa), la prima revisione protesica di caviglia con una protesi Zimmer di primo impianto (primo caso nel mondo).
Condividere con loro battaglie e vittorie mi riempie di orgoglio ed energie! Grazie a tutti ragazzi!
Ci rivediamo a Gennaio più carichi che mai!