dr. Federico Usuelli
Chirurgo specializzato nel trattamento del piede e della caviglia

Parliamo di alluce valgo

mi presento

dr. Federico Usuelli

Mi chiamo Federico Usuelli e sono un medico chirurgo, specializzato in Ortopedia e Traumatologia. Sono il responsabile di Ortopedia della Caviglia e del Piede di Humanitas San Pio X di Milano.

Il mio percorso di studi internazionale e la mia attività lavorativa, mi hanno permesso di ritagliarmi un ruolo importante nella comunità scientifica, in particolare nella chirurgia del piede e della caviglia e a partecipare a numerosi progetti internazionali.

Oggi i miei numeri in chirurgia sono:

  • 150 protesi di caviglia all’anno;
  • oltre 600 interventi di chirurgia del piede all’anno.

Le mie innovazioni sono:

  • Una nuova tecnica chirurgica artroscopica di riparazione cartilaginea pubblicata;
  • un’innovativa tecnica di chirurgia protesica della caviglia pubblicata, oltre 10 articoli scientifici l’anno pubblicati.

I miei numeri sulla ricerca sono:

  • oltre 50 pubblicazioni scientifiche indicizzate su Pubmed;
  • Un H-Index che nell’ultimo anno è cresciuto da 11 a 15.
la mia

equipe

Il segreto della mia attività è la mia équipe. Essere un gruppo giovane ed entusiasta è la nostra risposta alle esigenze dei pazienti ed all’evoluzione del mondo scientifico, di cui orgogliosamente ci sentiamo protagonisti.

Penso che quello che sono oggi sia frutto dei tempi in cui viviamo e della mia matrice internazionale: sacrifici e possibilità, per i quali ringrazio la mia famiglia e i miei maestri.

Nella protesi di caviglia, il mio team, con oltre 700 protesi di caviglia TM resurfacing ad approccio laterale, rappresentano un’esperienza unica in ambito di chirurgia protesica a risparmio osseo

Artrosi di caviglia

La caviglia, non diventa artrosica invecchiando ma, il più delle volte, in seguito ad un trauma.

La maggior parte dei miei pazienti ha meno di 50 anni e una storia pregressa di trauma da frattura di 5 o 10 anni prima del mio incontro con loro, a volte l’intervallo tra la lesione e lo sviluppo di artrosi è anche più breve. Sono pazienti, nel pieno della propria vita, che, in anamnesi, hanno avuto infortuni, andando in moto, sciando, lavorando in cantiere o, ancora, traumi distorsivi ripetuti in qualità di ex-calciatori, pallavolisti o cestisti.

In alternativa, si tratta di pazienti ancor più sfortunati e affetti da malattie infiammatorie sistemiche, come l’artrite reumatoide o il lupus eritematosus sistemico, o malattie da deposito intra-articolare di emoglobina, come emofilia e emocromatosi.

Sono soggetti, che, a causa delle terapie croniche, cui devono essere sottoposti, hanno spesso una qualità del tessuto osseo non buona e gravi limitazioni funzionali.

Recentemente Mark Glazebrook (un collega canadese) sulla “bibbia dell’ortopedia”, la rivista scientifica “JBJS Am” [2017], ha quantificato la disabilità per i pazienti affetti da artrosi di caviglia ed è risultata superiore alla disabilità arrecata dall’artrosi di ginocchio e pari a quella dell’anca.

Non si tratta di una gara in negativo tra sfortune e patologie, ma di un modo per quantificare i gravi problemi cui sono soggetti i pazienti con artrosi di caviglia e per motivare clinicamente l’importanza di un trattamento precoce e prioritario.

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