Esistono diversi tipi di deformità del piede, fra cui principalmente:
Le più importanti e frequenti sono il piede piatto e il piede cavo, ma anche le altre possono avere un impatto significativo sulla qualità di vita del paziente.
Specialmente il piede piatto è una deformità complessa che coinvolge più articolazioni e può arrivare a determinare altre patologie dell’avampiede (quali alluce valgo e dita a griffe), ma può anche provocare grave sintomatologia e alterazioni a livello della caviglia.
Tuttavia non sempre una deformità equivale a una patologia.
La deformità del piede può richiedere l’intervento di un medico quando provoca dolore e limitazioni funzionali al paziente, influenzandone la qualità di vita.
Il piede è un organo complesso a cui ciclicamente chiediamo, attraverso il passo, di ammortizzare – comportandosi come una molla – e spingere, diventando una leva rigida.
La deformità può interessare l’avampiede, il mesopiede, il retropiede o, in maniera correlata, ciascuno di questi distretti anatomici. L’importante è individuare quale fase del passo è eventualmente compromessa.
A seconda del tipo di deformità, le cause possono essere legate a traumi, a condizioni infiammatorie o neurologiche, oppure a fattori genetici (patologici e non). La salute dei tendini in questo contesto è un fattore importante.
Il piede, infatti, è come una marionetta, il cui movimento è guidato da fili che scendono dall’alto, i tendini, che traducono la contrazione del muscolo in movimento trasmettendo la forza contrattile del ventre muscolare all’osso su cui si inseriscono.
Quando il sistema che trasmette il movimento alla marionetta non è perfettamente funzionante anche una o più parti di essa potrebbero non rispondere adeguatamente. Per esempio, un filo usurato o un braccio del “bilancino” rotto (la croce in legno che trasmette il movimento ai fili) potrebbero far sì che un movimento del burattino non si compia correttamente, quando viene dato l’impulso al filo.
Uno squilibrio tra tendini è causa o conseguenza della deformità; infatti, un tendine che lavora con un allungamento eccessivo o fuori asse perde efficienza e può logorarsi completamente.
Per stabilire se una deformità del piede sia associata a una patologia e quali siano le sue cause, sarà necessario da un lato valutare i sintomi e le eventuali limitazioni funzionali, dall’altro monitorare una possibile evoluzione degenerativa.