Dita a martello: la soluzione è nella diagnosi delle patologie associate

diti a martello

Le dita a martello e le dita a griffe, benché siano due deformità simili, non sono la stessa cosa.

Il dito a griffe assume la forma di un vero e proprio artiglio, mentre nel dito a martello la deformità coinvolge solo la falange distale, creando appunto questa tipica forma “a martello”.

Le dita a martello (così come le dita a griffe) raramente si presentano isolate.

Infatti la gran parte delle volte sono associate all’alluce valgo o all’alluce rigido.

L’alluce valgo, quindi la deviazione del primo dito vero l’esterno, porta ad una compressione delle dita vicine, chiamate da noi ortopedici “raggi minori”, causandone la griffe o la deformità a martello.

Un altra concausa può essere il piede cavo.

Infatti nel piede cavo, a causa di squilibri muscolari che possono partire proprio dall’avampiede, per poi coinvolgere anche il meso e retro-piede, si può osservare una deformità delle dita che differisce da altre situazioni in quanto coinvolge non solo il secondo o terzo dito, bensì tutti i raggi minori ed è associato ad un primo dito, l’alluce, plantarflesso.

Sicuramente le dita a griffe o a martello possono presentarsi nei piedi reumatici, pensiamo tra le più comuni patologie reumatiche all’artrite reumatoide.

Spesso a causa di queste patologie, che coinvolgono massivamente l’avampiede, il piede e le dita subiscono importanti modifiche strutturali.

I sintomi delle dita a martello

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La sintomatologia algica è il problema principale.

Il dito infatti va in compressione con la calzatura, si può formare sul dito un’iniziale callosità dorsale, che può anche ulcerarsi a causa del continuo attrito con la scarpa.

Per il paziente diventa davvero difficile poter utilizzare calzature a punta, pensiamo ad una scarpa con il tacco, mentre riceve sollievo utilizzando scarpe morbide e più larghe.
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Dita a martello: lo studio delle cause

La visita specialistica è importante, non ai fini della diagnosi di deformità delle dita a griffe o a martello, che è piuttosto chiara al paziente fin dall’inizio, ma per cercare di capire quali siano le cause e le patologie associate.

Infatti proporre la corretta terapia è fondamentale non solo per risolvere il problema, ma soprattutto per evitarne la recidiva.

Il tutore per dito a martello non in tutti i casi può essere una valida cura, specie se il dolore è dorsale e non plantare, così come gli spaziatori in silicone che vanno a produrre spinte sulle dita vicine causando altre deformità.

Una radiografia del piede in carico è essenziale per una corretta e completa diagnosi.
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Dita a martello: l’intervento di correzione

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Nel caso si scegliesse come un’opzione di cura la chirurgia, è bene sapere che raramente la correzione delle dita a martello è isolata. Il più delle volte si associa all’alluce valgo.

L’importanza della correzione dell’alluce valgo associata alla correzione delle dita, è il rischio di recidiva.

Infatti la causa delle dita a martello è sicuramente uno squilibrio muscolare, che viene indotto da un’alterazione degli spazi durante la deambulazione.

L’alluce valgo, comprimendo e andando a togliere spazio alle dita proprio a causa del valgismo, ne causa la deformità.

Nonostante la chirurgia, se questa situazione non viene corretta, il dito a martello può ripresentarsi tale e quale alla situazione di partenza, rendendo però molto più difficile un nuovo intervento con risultati molto meno appaganti per chirurgo e paziente.

Le tecniche a nostra disposizione sono svariate: dalla mini-invasiva alle tecniche open, tutte affidabili e da scegliere singolarmente in base alla gravità della deformità ed al grado di coinvolgimento dell’avampiede.

Il post operatorio prevede l’utilizzo di una scarpa post operatoria per 4 settimane sulla quale è concesso il carico fin da subito.
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A domanda, risposta

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