In questo articolo parliamo in dettaglio di:
Quando si può tornare a camminare dopo un intervento all'alluce valgo, dipende dalla tecnica chiurgica usata, che incide sui tempi di recupero.
Storicamente sono state proposte numerose tecniche chirurgiche correttive per il valgismo dell’alluce: i progressi scientifici e chirurgici hanno rivelato l’efficacia di alcune di queste tecniche e – al contrario – l’inefficacia di altre.
Ad oggi, quelle più utilizzate sono:
La M.I.C.A. associa i vantaggi della tecnica percutanea – mini-invasività, senza tagli – alla stabilizzazione della correzione con mezzi di sintesi dedicati. Abbiamo descritto in dettaglio la tecnica chirurgica per questo intervento in un blog precedente.
Vediamo adesso quasli sono i tempi per tornare a camminare, indossare scarpe normali e riprendere lo sport, dopo ciascun tipo di intervento.
Dopo un intervento mini-invasivo o con tecnica MICA, i tempi di recupero sono particolarmente brevi. È possibile tornare a camminare fin da subito.
E’ possibile tornare ad allenarsi tra i 15 ed i 30 giorni dall’intervento.
Terminato l’intervento, al paziente viene concesso il carico immediato con una scarpa post operatoria ortopedica per alluce valgo piana che dovrà portare per circa 4 settimane.
Abbiamo più volte affrontato il tema di quando consigliare l’intervento e se esiste una stagione migliore di altre. La risposta è che la bassa invasività di questo tipo di intervento lo rende eseguibile in qualsiasi stagione, a patto che ci si possa regalare un po’ di riposo per i giorni immediatamente successivi all’operazione.
A 30 giorni dall’intervento comunque, è concesso il ritorno ad una calzatura normale e comoda.
Per scarpe strette in punta e con tacco alto, è consigliabile attendere circa 90 giorni, gli stessi che sono consigliati per riprendere attività sportive impegnative.
La chirurgia aperta, o open, è la tecnica tradizionale con cui vengono corrette le deformità più gravi e complesse, quelle che richiedono una visione diretta dell'articolazione o correzioni associate su più strutture del piede.
In molti casi comporta un tempo di guarigione leggermente più lungo rispetto alle tecniche mininvasive. I tempi indicativi che seguono si riferiscono a un decorso standard, senza complicanze.
Anche con la chirurgia aperta è possibile caricare il piede operato fin dal primo giorno, utilizzando una scarpa post-operatoria piana con scarico dell'avampiede. In alcuni casi, nelle prime giornate, il chirurgo consiglia l'ausilio di stampelle per supporto all'equilibrio, specialmente se il paziente non è ancora sicuro nella deambulazione o se l'intervento ha interessato strutture multiple.
La scarpa post-operatoria va indossata per un periodo leggermente più lungo rispetto alla tecnica MICA: in media tra i 40 e i 45 giorni, fino a quando il controllo radiografico conferma una buona progressione della consolidazione ossea. La medicazione, con rinnovo dei punti di sutura, avviene solitamente entro il 15° giorno dall'intervento.
Il ritorno a una scarpa normale e comoda avviene di solito intorno ai 45-50 giorni dall'intervento, dopo la verifica radiografica che attesta la formazione del callo osseo. È normale che il piede sia ancora moderatamente gonfio in questa fase: si tratta di un processo fisiologico legato alla guarigione del tessuto osseo e dei tessuti molli, che richiede più tempo rispetto a una tecnica percutanea.
La guida dell'auto è di solito possibile già a circa 30-40 giorni, quando il controllo del pedale avviene senza dolore e senza difficoltà.
Per scarpe strette in punta e con tacco impegnativo, così come per la ripresa delle attività sportive in carico, il tempo di attesa è di circa 3 mesi dall'intervento, identico a quello previsto per la tecnica MICA.
Questo intervallo non è arbitrario: la guarigione ossea completa richiede un processo biologico che non può essere accelerato indipendentemente dalla tecnica usata.
Nella chirurgia mininvasiva percutanea di prima generazione la correzione ossea non viene fissata con viti, ma affidata al bendaggio post-operatorio esterno. Questa caratteristica, che ne è il vantaggio originario, è anche la ragione per cui i tempi di recupero presentano alcune specificità rispetto alla tecnica MICA.
Il carico immediato è possibile fin dal giorno dell'operazione, con una scarpa post-operatoria, senza bisogno di stampelle.
Tuttavia la stabilità della correzione nelle prime settimane dipende interamente dal bendaggio. Per questo il rinnovo periodico da parte del medico, indicativamente ogni 10-15 giorni per le prime 5-6 settimane, non è un'opzione, ma una parte attiva del trattamento. Ridurre o saltare i controlli in questa fase può compromettere il risultato finale.
Il passaggio alla scarpa normale e comoda avviene in genere tra i 30 e i 35 giorni dall'intervento, dopo che il medico ha verificato l'avanzamento della guarigione ossea e ha autorizzato l'abbandono del bendaggio.
In questa fase il gonfiore può essere più persistente rispetto alla tecnica MICA. E’ una delle caratteristiche note della prima generazione percutanea, legata al fatto che la guarigione ossea senza fissazione comporta un processo di riassorbimento e consolidazione più lento. In alcuni casi il medico può prescrivere farmaci specifici per ridurre i tempi di guarigione scheletrica.
Come per le altre tecniche, il ritorno alle scarpe con tacco alto e alle attività sportive in carico richiede circa 3 mesi. Anche in questo caso il punto di riferimento è il controllo radiografico, che permette di verificare la consolidazione definitiva della correzione.
Vale la pena ricordare che la tecnica percutanea di prima generazione presenta un rischio di recidiva più alto rispetto alla MICA. E’ quindi importante nelle settimane successive alla guarigione seguire con attenzione le indicazioni del chirurgo riguardo al tipo di calzatura e al ritmo di ripresa dell'attività fisica, per non sollecitare prematuramente la correzione ottenuta.
Le tecniche miste associano elementi della chirurgia aperta a elementi della chirurgia percutanea, adattando l'approccio alla complessità specifica della deformità. I tempi di recupero si collocano generalmente in una posizione intermedia tra quelli della tecnica open e quelli della tecnica MICA, e dipendono da quanti e quali tempi chirurgici sono stati eseguiti nel corso dell'intervento.
Il carico con scarpa piana post-operatoria è possibile dal giorno dell'intervento, anche con le tecniche miste. La durata del periodo con scarpa post-operatoria varia in funzione della complessità della correzione, ma in media è tra i 30 e i 45 giorni, con verifica radiografica intermedia che guida il passaggio alla fase successiva.
Se l'intervento ha previsto anche correzioni sui metatarsi centrali o sulle dita, i tempi tendono ad allungarsi verso il limite superiore. Il chirurgo indicherà caso per caso la modalità di rinnovo del bendaggio, che nelle tecniche miste può avere un ruolo correttivo simile a quello della tecnica percutanea di prima generazione.
Il passaggio alla scarpa normale e comoda avviene generalmente tra i 30 e i 45 giorni, in base a quanto l'intervento ha interessato le strutture dell'avampiede e a come procede la guarigione ossea.
Un certo grado di gonfiore è atteso anche oltre il primo mese: si tratta di un segnale normale del processo di consolidazione, non di una complicanza.
Il ritorno alle scarpe con tacco e allo sport si colloca anche in questo caso intorno ai 3 mesi dall'intervento. Se la tecnica mista ha previsto correzioni aggiuntive per dita a griffe o metatarsalgie associate, il chirurgo potrebbe consigliare un intervallo leggermente più lungo prima di riprendere le attività ad alto impatto.
Come sempre, il riferimento definitivo è il controllo clinico e radiografico a 3 mesi. E’ da quel momento, e non prima, che il paziente può valutare con il medico una ripresa progressiva di sport e calzature più impegnative.