In questo articolo, facciamo chiarezza sull’alluce valgo, descrivendo i sintomi, le cause e il percorso di diagnosi.
Inoltre analizziamo i rischi di un trattamento tardivo e presentiamo la panoramica completa dei possibili rimedi, dalle soluzioni conservative alle opzioni chirurgiche più efficaci.
L'alluce valgo è una delle deformità più comuni del piede, ma ridurla a un semplice inestetismo o un "dito storto" è un errore che può costare caro.
Dobbiamo pensare all’alluce come al direttore d'orchestra del nostro passo: quando si ammala, l'armonia dell'intero sistema di deambulazione viene compromessa.
Le ripercussioni possono estendersi ben oltre il piede, causando alterazioni posturali che portano a fastidi e dolori, incluse conseguenze per la schiena e le altre articolazioni.
L'alluce valgo è una deformità progressiva del piede che si manifesta con la deviazione laterale dell'alluce verso le altre dita.
Questa anomalia crea una sporgenza ossea, comunemente nota come "cipolla", alla base dell'alluce stesso (articolazione metatarso-falangea).
Tale deviazione non solo provoca dolore e difficoltà a calzare le scarpe, ma altera anche la biomeccanica del passo: l'alluce, fondamentale per la spinta e l'equilibrio, perde la sua funzione di "direttore d'orchestra" della deambulazione.
Ciò provoca un sovraccarico delle dita adiacenti e della pianta del piede, con possibili conseguenze, come la formazione di calli dolorosi.
L'alluce valgo è la prima causa di chirurgia del piede nella donna e la seconda nell'uomo.
È più diffuso tra le donne perché l'uomo, in genere, trova più facilmente modo di difendersi dagli effetti di questa patologia modificando le calzature. Per la donna è spesso più difficile, poiché la scelta della scarpa ha a che fare con la sua femminilità e con il suo modo di comunicare la propria socialità.
Vediamo quindi quali sono le sue cause scatenanti e i primi sintomi che non dovremmo ignorare.
Per troppo tempo si è associato, con eccessiva semplicità e semplicismo, l'alluce valgo all'abitudine di indossare scarpe femminili, strette in punta e con tacco alto.
In realtà, la causa maggiore e non modificabile è genetica. Non si parla dell'esistenza di un gene specifico dell'alluce valgo, ma esiste una forte componente di familiarità che predispone a questa deformità.
Tuttavia, anche l'epigenetica (ovvero l'influenza dell'ambiente e dello stile di vita sui geni) ha il suo ruolo. I fattori di rischio che possiamo controllare includono:
Passiamo adesso alla descrizione dei sintomi.
L'alluce valgo è una patologia complessa e i suoi sintomi vanno ben oltre il semplice dolore localizzato. Trattandosi di una deformità multiplanare, i segnali di allarme non riguardano solo la deviazione laterale (verso le altre dita), ma anche la rotazione dell'alluce.
I sintomi si manifestano in tre aree principali:
Partiamo dal primo gruppo.
La maggior parte dei sintomi primari di un alluce valgo possono essere raggruppati così:
Questo sovraccarico si estende anche alle altre dita e alle strutture circostanti.
Quando l'alluce perde la sua funzione di “direttore d’orchestra” si creano sovraccarichi sulle altre articolazioni e sui raggi metatarsali. Questi portano a:
In foto: paziente con alluce valgo accompagnato da dita a griffe e a martello.
Non solo. La stessa funzione motoria può essere compromessa dalla presenza di un alluce valgo.
Uno dei sintomi più impattanti dell'alluce valgo è la compromissione della funzione motoria, che si manifesta con:
Per la serietà dei possibili sintomi, è importante riconoscere presto la comparsa dell’alluce valgo.
Riconoscere l'alluce valgo nella sua fase iniziale è fondamentale per rallentare la progressione della deformità con le scelte corrette. Il primo stadio si presenta con segnali sottili, spesso ignorati o attribuiti ad altri fattori:
Anche se i sintomi sono lievi, è importante valutare subito la patologia e le terapie più adeguate.
La risposta è che dipende: non sempre l'evoluzione è drammatica.
Per questo è fondamentale, con l'aiuto di uno specialista, distinguere gli alluci che necessitano di attenzione e monitoraggio attivo da quelli che possono essere considerati "stabili".
In generale, l'intervento chirurgico è un'opzione che si valuta quando la patologia risponde ad almeno tre dei seguenti quattro criteri fondamentali:
Sebbene avere due di questi criteri sia un segnale da valutare, la vera chiave decisionale è l'evolutività.
Esistono alluci valghi che sono intrinsecamente instabili e tendono a evolvere determinando una deformità sempre maggiore. Questa progressione segue una vera e propria "cascata di eventi" che trasforma un piccolo inestetismo in un problema ortopedico complesso, con altre patologie del piede:
A questo punto, il secondo dito non funge più da "argine" naturale. La deformità evolve rapidamente, si creano calli fastidiosi e il problema non è più solo il dolore, ma una profonda instabilità che affligge il passo e l'equilibrio.
Tuttavia, non sempre questa progressione si manifesta in tutta la sua impetuosità.
Per questo motivo, una valutazione specialistica è cruciale: intervenire prima è l'ideale per evitare di correggere gravi deformità. Allo stesso tempo, operare un alluce valgo che non evolve e non crea limitazioni funzionali potrebbe configurarsi come un overtreatment (trattamento eccessivo).
L'alluce valgo induce deformità sulle altre dita, ma è correlato anche al retropiede e ad alcuni problemi per ginocchia, anche e schiena.
È vero che un piede piatto può indurre un alluce valgo, ma è vero anche il contrario.
Partiamo dal primo caso: un piede piatto può indurre instabilità a livello delle articolazioni del mesopiede (tra metatarsali e cuneiformi, il core del piede). In questi casi, l'alluce può reagire diventando valgo o rigido.
Allo stesso modo, un alluce valgo può indurre problemi al retropiede. Indubbiamente può essere causa di fascite plantare e di altri dolori che si irradiano fino al tendine d'Achille e al tricipite.
Se l'alluce non spinge, si induce soprattutto un sovraccarico laterale. Camminare sul bordo laterale del piede induce delle rotazioni che possono avere conseguenze.
Normalmente il ginocchio compensa bene queste variazioni, che si manifestano più comunemente a livello dell'anca come trocanteriti, per via delle rotazioni patologiche.
La trocanterite è un'infiammazione che colpisce la borsa sierosa o i tendini che si inseriscono sul grande trocantere del femore (la sporgenza ossea laterale dell'anca).
Poiché l'alterazione del passo dovuta all'alluce valgo provoca un sovraccarico laterale e un anomalo schema di rotazione dell'arto inferiore, questa zona dell'anca viene stressata e sollecitata in modo eccessivo, innescando l'infiammazione.
È importante sapere che non è vero che un alluce valgo possa indurre una artrosi dell'anca e, quindi, la necessità di una protesi. Ma è vero che può provocare l’insorgere di dolori articolari, come appunto una trocanterite.
L’alluce valgo può provocare sintomi anche a livello più alto, sulla schiena e colonna vertebrale.
È evidente che un corpo che fa fatica a stare in piedi solleciterà in modo maggiore la muscolatura che usiamo per la stazione eretta e per stabilizzare il bacino. A essere interessati sono soprattutto tre muscoli: il tensore della fascia lata, il quadrato dei lombi e l’ileopsoas.
Non disperiamo però: un paziente sano e in forma ha capacità di compenso infinite anche in presenza di un alluce valgo. Ecco perché è fondamentale curare sempre il proprio benessere, mangiando bene e facendo esercizio fisico.
La diagnosi di alluce valgo è molto semplice a un primo sguardo: si osserva l'alluce che devia verso il secondo dito e si nota la borsite (la cosiddetta "cipolla"). Nella maggior parte dei casi, il paziente arriva dallo specialista avendo già formulato un'auto-diagnosi.
Tuttavia, il medico specialista si basa sulla clinica ed è in grado di valutare:
Per una diagnosi completa, lo specialista ha bisogno di visitare il paziente osservandolo fermo in piedi (in stazione eretta) e mentre cammina. Inoltre sono utili alcune forme di imaging.
L'imaging serve per studiare in dettaglio la deformità dell’alluce valgo e comprendere quale sia la cura più appropriata, se conservativa o chirurgica, sulla base dell'evolutività. Può includere:
Oggi la diagnostica si avvale anche di strumenti di rielaborazione dell'immagine basati su AI, che permettono di:
Caso di alluce valgo e metatarsalgia: planning preoperatorio con Tac in carico ed elaborazione 3D.
La combinazione tra Intelligenza Artificiale e TAC in Carico (Tomografia Assiale Computerizzata eseguita in posizione eretta, ovvero sotto il carico del peso corporeo) è un avanzamento fondamentale nella diagnostica dell'alluce valgo, per i seguenti motivi:
Insieme permettono una pianificazione terapeutica personalizzata, valutando la gamma completa delle opzioni terapeutiche: conservative, chirurgiche tradizionali e di chirurgia mini-invasiva percutanea.
Tac in carico con elaborazione 3D e fotografia post-operatoria che mostrano la correzione ottenuta con l'intervento chirurgico.
Partiamo dal presupposto che il rimedio più efficace per questa patologia è correggerla chirurgicamente, e oggi esistono tecniche chirurgiche assolutamente affidabili e a bassa invasività.
La tecnica migliore, secondo i dati della letteratura, è la M.I.C.A. (mini-invasiva di terza generazione).
Questa è una tecnica che il mio gruppo e la mia attività personale hanno contribuito a introdurre in Italia, su cui abbiamo pubblicato e descritto modifiche, e che insegniamo nella Foot and ankle academy di Humanitas University, di cui sono il fondatore.
Foto post-operatoria con evidenziate le cicatrici derivate dalle incisioni con tecnica mini-invasiva.
Detto questo, spesso i pazienti quando cercano rimedi non immaginano la chirurgia, ma delle soluzioni che la evitino.
Ecco quindi una facile guida ai rimedi conservativi per l'alluce valgo, scritti proprio da un chirurgo che guida il gruppo che esegue il maggior numero di chirurgie del piede e della caviglia in Italia.
Possono riallineare l'alluce? NO!
Ma possono curare alcuni sintomi che la deformità induce. La metatarsalgia, ad esempio, può essere curata con dei plantari. Se però il sintomo maggiore è la borsite, il plantare occuperà spazio nella scarpa e non sarà la risorsa ideale.
Esistono calzine che riallineano l'alluce? No, ma indubbiamente fare attenzione a ridurre gli attriti sulla borsite aiuta.
Alcune creme applicate localmente possono ridurre l'infiammazione causata dal valgismo dell’alluce. Ne esistono sia a base di antinfiammatori, che a base di rimedi naturali come l'Arnica.
L'idrochinesiterapia può agire come un'efficace forma di ginnastica vascolare, sfruttando le proprietà dell'acqua.
Semplici esercizi come camminare in acqua o alternare immersioni in acqua calda e fredda (bagni di contrasto) aiutano a stimolare la circolazione, ridurre il gonfiore e migliorare il tono muscolare del piede e della gamba, contribuendo all'attenuazione dei sintomi infiammatori.
La crioterapia è un rimedio eccellente per la gestione del dolore e dell'infiammazione.
In caso di borsite acuta o dolore post-attività, l'applicazione di ghiaccio (metodo tradizionale) sulla "cipolla" aiuta a ridurre il flusso sanguigno nell'area, limitando il gonfiore e fornendo un rapido sollievo antalgico.
Esiste anche la crioterapia avanzata, che può essere eseguita in saune dedicate (criosaune) e che sfrutta temperature estremamente basse per innescare una potente reazione antinfiammatoria e analgesica a livello sistemico.
Esiste infine una via di mezzo tra crioterapia tradizionale e avanzata. Si tratta di dispositivi dedicati noleggiabili, che permettono un trattamento più intenso e mirato rispetto al semplice ghiaccio, ma senza la necessità di accedere a una criosauna professionale.
Non esiste un esercizio che raddrizzi un alluce valgo, ma esistono pratiche che permettono al nostro corpo di usarlo meglio.
Abbiamo descritto alcuni esercizi per alluce valgo in un blog apposito su questo argomento.
Se dobbiamo gestire un alluce valgo patologico, in primis facciamo esercizio fisico e mangiamo bene per ridurre le fonti di infiammazione. A tal proposito, verificare e mantenere i livelli idonei di vitamina D è il primo passo per predisporre il paziente a guarire, in caso di sintomi o in caso si pianifichi la chirurgia.
È dalla conoscenza e dalla comprensione profonda della patologia che si mettono i pazienti nella condizione di fare le scelte corrette per la loro salute.
Per questo chiudiamo l’articolo con una sezione FAQ, che aiuti a intraprendere un percorso decisionale consapevole e personalizzato.
Come già visto, l'alluce valgo è una patologia con una forte familiarità, in cui la genetica gioca un ruolo cruciale.
Nella sezione sui rimedi conservativi, abbiamo spiegato che l'esercizio fisico dedicato, pur non essendo una soluzione, educa il corpo a usare meglio il proprio piede. Come tale può essere considerato una forma di prevenzione indiretta. Fra queste si trovano anche:
Per quanto riguarda la prevenzione attiva, il nostro gruppo ha sviluppato un metodo di utilizzo di plantari intelligenti supportati da software AI.
Questi plantari non servono per curare la deformità, ma per misurare e interpretare il passo. Vengono fatti indossare al paziente durante la camminata e la corsa, e registrano dati che permettono di studiare variabili come l'appoggio, la fase di stacco, la spinta e il rapporto tra le articolazioni.
Grazie al supporto del software AI, offrono una forma avanzata di interpretazione del passo per rieducare il paziente a un passo fisiologico.
La figura di riferimento per la diagnosi e la cura dell'alluce valgo è il medico chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia.
Dato che la chirurgia ortopedica è diventata supersettoriale, è consigliabile rivolgersi a un professionista che abbia una Fellowship (ossia una superspecializzazione) in Chirurgia della Caviglia e del Piede. Questa specializzazione avanzata offre generalmente uno scenario terapeutico e diagnostico più completo e aggiornato.
Il percorso di cura può poi avvalersi della collaborazione di altri professionisti sanitari:
Come abbiamo già visto nella sezione sull’evoluzione dell’alluce valgo esistono criteri specifici per valutare la necessità di un intervento chirurgico. In genere si ricorre alla chirurgia quando l’alluce valgo provoca un dolore al piede invalidante o è in fase progressiva.
Le quattro domande che seguono rappresentano il mio test professionale per dare risposte chiare e semplici al paziente. In generale, l'intervento chirurgico è un'opzione che si valuta con una risposta affermativa ad almeno tre di questi quattro criteri fondamentali:
Sebbene avere due di questi criteri sia un segnale da valutare, la vera chiave decisionale è l'evolutività, che viene studiata nel modo più efficace con la TAC in carico. I plantari intelligenti, invece, ci dicono che ruolo ha la deformità sul nostro modo di camminare e sul nostro passo e possono fornire motivazioni o risposte aggiuntive per decidere se operare o meno.
La procedura chirurgica prevede la resezione parziale e il riposizionamento dell’osso che sporge. Il trattamento può essere mirato anche su entrambi i piedi nel caso al paziente sia stata diagnosticata una forma di alluce valgo bilaterale.
Esistono diverse famiglie di tecniche chirurgiche:
1. l’approccio chirurgico open con un’incisione diretta;Il valore delle tecniche mini invasive in chirurgia è descritto dalla parola stessa. Tendenzialmente, infatti, si preferisce questo approccio, perché caratterizzato da incisioni minime, tempi chirurgici ridotti e recupero post-operatorio rapido e indolore.
Sì, esistono diversi rimedi non chirurgici, ovvero conservativi, che possono alleviare i sintomi e rallentare la progressione dell'alluce valgo. Tuttavia, è importante sottolineare che il rimedio più efficace per correggere la patologia resta l'intervento chirurgico.
I trattamenti conservativi, come descritto più in alto nell'articolo, si concentrano sulla gestione del dolore, dell'infiammazione e sul miglioramento della funzione motoria.
Curare il proprio benessere, seguire una dieta sana per ridurre le fonti di infiammazione e mantenere i livelli idonei di Vitamina D sono accorgimenti fondamentali per la loro efficacia.
La soluzione migliore per sfiammare e alleviare il dolore dell’alluce valgo, parte dalla riduzione dell’attrito.
Il secondo step prevede l’uso di soluzioni anti-infiammatorie di vario tipo.
Questi rimedi aiutano a gestire i sintomi nell’immediato. Sul lungo termine consigliamo di ricorrere alle terapie conservative descritte in precedenza e seguire le indicazioni dello specialista per eventuali cure conservative o chirurgiche.