Per molti anni l’artrodesi di caviglia è stata vista come unica soluzione per l’artrosi di caviglia.
Oggigiorno sappiamo che esiste un’altra valida alternativa che è la protesi di caviglia. È bene però domandarsi quali siano i risultati a cui queste chirurgie possano portare.
Proprio perché l’artrosi di caviglia colpisce soprattutto pazienti giovani, la prima domanda da porsi è se un paziente può ambire a proseguire la sua attività sportiva e ricreazionale con la stessa intensità.
Un tempo infatti si riteneva che solo l’artrodesi fosse indicata per un paziente in giovane età e che permettesse di continuare a praticare sport anche ad alto impatto (seppur con limitazioni).

Le limitazioni dell’artrodesi.

Il vero problema in questi casi però non è la caviglia ormai bloccata, ma il sovraccarico articolare a cui vengono sottoposte le altre e numerose articolazioni del piede.
Indubbiamente inoltre bisogna tenere conto delle difficoltà correlate all’alterazione della biomeccanica: una caviglia fusa non sempre porta il paziente a deambulare con zoppia, ma sicuramente non lo favorisce da un punto di vista biomeccanico: questo è ancora più vero per l’attività sportiva.
Nel caso della fusione della caviglia quindi, il vero problema rimane il sovraccarico articolare che si traduce in artrosi per le articolazioni ad essa vicine e, prima della fusione, sane.
L’organismo, infatti, può compensare un’articolazione artrosica, difficilmente due o più di due; in questi casi, infatti, la letteratura scientifica ha spiegato chiaramente che il consumo di ossigeno e quindi la fatica durante il passo sono davvero elevate.
Il risultato è un grave deficit per il paziente.

La protesi di caviglia in giovane età.

Questi sono i motivi per cui è razionale proporre una protesi ad un paziente giovane, affetto da artrosi alla caviglia, che manifesti gravi deficit funzionali e relazionali.
Praticare sport ad elevato impatto non dovrebbe essere la motivazione che porta un paziente alla scelta chirurgica, tuttavia fare sport con una protesi è spesso possibile.
Vi riporto di seguito alcune righe di un nostro recentissimo articolo su una rivista medica leader nel nostro settore:

La protesi di caviglia è diventata una procedura sempre più popolare per trattare l’artrosi di caviglia sintomatica e recalcitrante, talvolta però i chirurghi sono poco orientati per quanto riguarda l’attività fisica e le raccomandazioni sull’attività sportiva da praticare.
I nostri studi suggeriscono che la protesi di caviglia sia una scelta migliore rispetto all’artrodesi, sicuramente in individui molto attivi. Questa considerazione deriva dalla percezione dei pazienti e, più oggettivamente, dalla riduzione dello stress imposto dalla protesi alle articolazioni vicine.