Master Class a Vienna: “TM ANKLE: La Protesi di Caviglia”

Zimmer-Biomet organizzano una nuova MasterClass per discutere di protesi di caviglia, il presente ed il futuro per la cura dell’artrosi di caviglia.

Oggi e domani sarò a Vienna in occasione della MasterClass Zimmer-Biomet: “Protesi di caviglia ad accesso laterale”.
Il maestro, collega ed oramai amico Dr. Lew Schon ed io condivideremo le nostre esperienze in merito con colleghi chirurghi selezionati in tutta Europa.
Il Dr. Lew Schon è il chirurgo che ha disegnato l’attuale protesi TM Ankle per conto di Zimmer-Biomet. Durante queste due giornate condividerà con tutti noi, la nascita e lo sviluppo di questo rivoluzionario progetto, grazie al quale, il chirurgo ortopedico, può trarre più vantaggi, tra cui:

1) Possibilità di scegliere direttamente dove andare a posizionare il centro di rotazione. L’importanza di questo aspetto consiste nella possibilità di incrementare la riproducibilità dell’intervento. Ovvero il chirurgo può realmente decidere ove posizionare il fulcro del movimento della nuova articolazione del paziente.

2) Utilizzo si tagli curvi, un vero e proprio resurfacing. Il paziente affetto da artrosi di caviglia è, infatti, spesso un soggetto giovane, con un trauma e una frattura in anamnesi. La possibilità di ridurre al minimo i tagli ossei, quasi letteralmente “limando” i capi articolari, permette di offrire questo trattamento chirurgico anche a pazienti giovani. Ricordo che fino all’avvento della protesi TM Ankle Zimmer.Biomet, la durata di una protesi e le relative ed eventuali procedure di revisione, sono stati vissuti come grandi interrogativi. Basti pensare che il vero limite di una procedura di revisione è rappresentato dalla quantità di osso residuo dopo un impianto protesico. Ebbene, grazie all’intuizione del Dr. Shon, oggi i chirurghi ortopedici dispongono di protesi che riducono al minimo il sacrificio osseo richiesto dal primo impianto, offrendo quindi la possibilità, un domani di essere revisionate con margini di sicurezza assoluti.

3) Utilizzo del “trabecular metal”: un metallo tanto rivoluzionario da aver cambiato -assolutamente in positivo- dapprima la chirurgia protesica di anca e ginocchio. Oggi finalmente è a disposizione anche per la caviglia. Il vantaggio? Offrire al tessuto ospite (osso) un vero e proprio alveare dentro cui crescere. Per la prima volta non ci si limita a parlare di osteointegrazione (processo per cui la protesi si “attacca all’osso”), ma addirittura di bone-ingrowth (processo di formazione di osso anche all’interno di questo materiale).

Nel 2015, la richiesta di preservare il movimento dell’articolazione è assolutamente legittimo ed importante per poter continuare ad avere un passo normale ed una vita di relazione felice. Una corsa dopo una giornata di lavoro, chinarsi per abbracciare il proprio figlio, attività sportive a basso impatto non sono aspetti della vita cui un paziente, affetto da artrosi, debba rinunciare.

Il mio ruolo in questo meeting sarà quello di spiegare come utilizzare, al meglio, questo straordinario strumento. Indicazioni, limiti e piccoli “trucchi” chirurgici per riuscire a curare sempre meglio il nostro paziente affetto da artrosi di caviglia.

Eventi come questa due giorni organizzati da Zimmer- Biomet sono fondamentali per un chirurgo. Discutere, condividere know-how ed esperienze, osservare e provare a risolvere i problemi che altri colleghi possono riscontare nella chirurgia su cadavere, mi regala ogni giorno la possibilità di diventare un professionista migliore.

Grazie ai colleghi che ho incontrato oggi e grazie a chi ha reso possibile questo incontro. Ed un Grazie speciale al Dr. Schon che ha fornito a tutti noi la possibilità di utilizzare una “FERRARI” per curare i nostri pazienti. Grazie davvero Lew!.