Nel nostro lavoro, la quotidianità è una spinta e uno stimolo costante. Per quanto si provi a classificare, ogni paziente è diverso dal precedente: ha problemi e aspettative diverse.

Il benessere di ogni singolo paziente è l’obiettivo e lo stimolo che rende ogni giorno speciale.

Tuttavia, questa stessa quotidianità che rende il nostro lavoro unico, è anche quella che ci può imbrigliare e impedire di andare avanti. La tentazione più facile è quella di ripetersi, di non guardare avanti e di trasformare la nostra routine e il nostro processo decisionale in un blocco granitico che non si evolve.

Ecco spiegato il valore di un meeting come questo: il confronto tra persone che dedicano la vita al proprio lavoro con passione ed entusiasmo.

Questa passione si respira da ogni dettaglio del programma di questo meeting.

Attilio e Francesco hanno svolto un lavoro davvero enorme. Non è facile portare, per due giorni, grandi nomi internazionali a discutere tutti insieme in Italia. Richiede uno sforzo organizzativo importante e la volontà di andare oltre gli ostacoli che durante il percorso organizzativo si possono incontrare. Un meeting come questo nasce da uno sforzo organizzativo cominciato almeno un anno prima.

Ringrazio Francesco e Attilio per il tempo che hanno sottratto al proprio lavoro e ai propri cari per riuscire a dar vita a tutto questo. Li ringrazio una volta di più perché non è la loro prima volta. Ogni due anni, infatti, riempiono il panorama scientifico italiano con un meeting di questo livello. Il loro è un appuntamento fisso!

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È innanzitutto un’emozione forte incontrare, periodicamente, colleghi con cui sono cresciuto, alcuni di loro sono miei mentori e maestri [Mark Myerson], altri sono amici con cui sono cresciuto [Anthony Pereira], altri ancora sono colleghi con cui ho avuto il privilegio di condividere opinioni e da cui ho imparato un modo diverso dal mio di interpretare problemi e soluzioni [Chris Cotzee, Brian Den Hartog].

È un riconoscimento del nostro lavoro e della nostra ricerca. Oggi confrontiamo la nostra esperienza con quella di altri chirurghi leader nel mondo.

Siamo invitati a parlare di artrosi di caviglia e dei vantaggi e delle possibilità che offre oggi la protesi di caviglia.

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Nel mio primo intervento parlerò delle indicazioni, nel secondo intervento, invece, parlerò dei vantaggi che l’approccio laterale offre nella mia pratica: risparmio osseo e gestione delle deformità.

Vorrei condividere, in poche righe, quello che cercherò di trasmettere, probabilmente con la voce rotta dall’emozione, nella mia prima presentazione. Spiegherò quali sono i pazienti candidati alla protesi di caviglia e quali all’artrodesi [fusione].

Cercherò di sottolineare una volta di più che i pazienti affetti da artrosi di caviglia non solo sono pazienti generalmente più giovani ed attivi degli altri pazienti artrosici, ma soprattutto che sono pazienti sofferenti. Stanno male. Oggi esistono studi che hanno quantificato questa disabilità e l’hanno paragonata ad altri gravi patologie quali artrosi dell’anca, insufficienza renale cronica ed insufficienza cardiaca. L’obiettivo del mio intervento non sarà quello di stilare una classifica della “sfortuna“, ma di stressare l’importanza che questi pazienti ricevano il trattamento migliore possibile, affinché questa sfortuna non sia più una limitazione.

Per questo parlerò del concetto della “learning curve” e della necessità che il chirurgo, prima di curare pazienti affetti da artrosi di caviglia, riceva un training ad alto livello in centri ad elevato volume di questa patologia, guidato da maestri con una grande esperienza.

Il mentore di questo pensiero è proprio Mark Myerson: l’uomo che nel nostro ambito ha lavorato maggiormente all’educazione di altri chirurghi. Penso che Mark sia uno dei grandi nomi con più fellows (allievi) nel mondo. È una dimostrazione dell’impegno che ha profuso in una carriera per crescere una leva di chirurghi aperti, “scientifici” e capaci.

È indubbiamente un grande merito di cui tanti pazienti nel mondo beneficiano. Oggi, questo regalo di Mark si allarga grazie ad un progetto rivoluzionario.

Mark ha creato la Foot And Ankle Association per promuovere la formazione di chirurghi in paesi meno sviluppati. È la strada per offrire sanità di elevata qualità a livello globale. Spero nel mio intervento di riuscire a trasmettere tutto questo e la mia gratitudine nel confronto di un uomo, che ha cambiato la mia vita!