Per sottolineare l’importanza e concludere il capitolo dedicato al «Meeting Roma 2017: 5° Corso Internazionale Avanzato di Chirurgia di Piede e Caviglia», ho intervistato i due organizzatori, il dr. Attilio Basile e il dr. Francesco Albo.

Le loro risposte, impeccabili e precise, riflettono la preparazione scrupolosa con cui è stato organizzato il meeting e rivolgono uno sguardo attento sul futuro della chirurgia ortopedica.

dr. Federico Usuelli: Il vostro è un appuntamento che è diventato una tradizione. Innanzitutto grazie. Poi, complimenti, perché se è vero che il meeting si chiama “What’s new in Foot and Ankle” voi ogni due anni riuscite davvero a cogliere i temi più interessanti. Come li scegliete, avete un “Board”?

dr. Attilio Basile – dr. Francesco Albo: Il nostro Corso è il frutto di un costante lavoro di studio e di aggiornamento professionale. Così ogni 2 anni sentiamo il bisogno di confrontarci con i Colleghi Europei ed Americani. È veramente entusiasmante discutere i temi più difficili e controversi della nostra disciplina.

dr. U: Artrosi di caviglia oggi, alla luce del vostro meeting cosa significa?

dr. B –  dr. A: L’artrosi di caviglia è una patologia gravemente invalidante. Lo sviluppo delle tecniche e delle tecnologie in campo ortopedico oggi ci permettere di restituire a questi pazienti un’ottima qualità di vita.

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dr. Attilio Basile, dr. Federico Usuelli, dr. Bryan Den Hartog

dr. U: È una chirurgia in cui i numeri fanno poi la differenza in termini di risultati. Cosa ne pensate della promozione di chirurghi e centri di riferimento?

dr. B –  dr. A: Sono un fermo assertore della centralizzazione di determinate patologie. È vero, i “numeri” fanno la differenza. Esistono in letteratura evidenze che dimostrano che i risultati funzionali di pazienti curati da chirurghi con alto volume di esecuzione di determinate procedure sono statisticamente superiori rispetto ai risultati di chirurghi meno esperti.

dr. U: In questo, voi che avete un’esperienza internazionale, che ruolo date al percorso della fellowship? È un percorso che si deve “per forza” programmare all’estero?

dr. B –  dr. A: Ritengo che dopo la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia sia molto importante dedicarsi allo studio approfondito di un distretto dell’apparato locomotore. Le Fellowship permettono al giovane ortopedico di focalizzare il percorso formativo. Purtroppo in Italia, ancora oggi, salvo pochissime eccezioni, non esistono programmi ufficiali ben strutturati. Per questo è sicuramente più facile rivolgersi all’estero.

dr. Francesco Albo

dr. Francesco Albo

dr. U: Nel vostro meeting, avete parlato anche di traumatologia, ed, in particolare, delle fratture di calcagno. Anche per questo tipo di patologia sarebbe importante individuare dei centri di riferimento?

dr. B –  dr. A: Confermo. Le fratture di calcagno sono eventi gravi che avvengono, nella grande maggioranza dei casi, in pazienti in età lavorativa. Tali lesioni sono potenzialmente invalidanti, al punto da compromettere severamente le attività professionali e sportive. I risultati funzionali sono legati al grado di ricostruzione della frattura. Migliore la ricostruzione, migliore il risultato. Questi pazienti vanno trattati da chirurghi esperti.

dr. U: Ovviamente, “What’s new” significa anche chirurgia mini-invasiva dell’avampiede. Qual è la vostra opinione in merito?

dr. B –  dr. A: La chirurgia mini invasiva dell’avampiede ha le sue specifiche indicazioni. Non è la soluzione di tutti i problemi. Ne abbiamo ampiamente discusso durante le giornate congressuali.

dr. U:
Quindi, la chirurgi mini-invasiva non è semplicemente e unicamente una chirurgia senza “vitine”, al contrario com’è possibile descriverla in sintesi?

dr. B –  dr. A: I principi della chirurgia sono sempre gli stessi…è l’evoluzione della tecnologia e degli strumentari che ci permette di eseguire procedure con incisione sempre più limitate.

dr. U: Grazie ancora per il vostro tempo dedicato a noi e per lo spazio che avete dato al lavoro del nostro team.