In questo articolo descriviamo 5 esercizi per alluce rigido e rispondiamo ad alcune domande comuni sull'argomento:
INDICE
L'alluce rigido è una patologia evolutiva che provoca artrosi, con rigidità, esostosi dorsale e riduzione del movimento. Progressivamente l'alluce perde funzione e coinvolge nella malattia le altre piccole dita, a cui chiede supporto nella fase del passo. Con l'esercizio fisico è possibile arrestare questa evoluzione.
L'esercizio fisioterapico è uno dei punti chiave per la cura conservativa e per posticipare o evitare la chirurgia. Gli esercizi hanno l'obiettivo di rieducare l'alluce ad essere di nuovo il direttore d'orchestra del passo. Non hanno il ruolo di guadagnare movimento o di rigenerare la cartilagine.
A cosa servono gli esercizi per alluce rigido?
Gli esercizi per alluce rigido hanno due obiettivi:
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Annullare l'effetto negativo di una camminata viziata dalla patologia dell'alluce. Lo fanno riducendo il sovraccarico sui muscoli motori dell'arto inferiore che entrano in crisi (il polpaccio e la catena posturale posteriore) ma anche incrementando equilibrio e coordinazione. Ecco perché anche esercizi apparentemente lontani dall'alluce, come stretching e potenziamento in eccentrico del tricipite, stretching ischio-crurale e core-stability, possono avere un ruolo importante in questa patologia.
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Guadagnare di nuovo fisiologia nell'appoggio e nel controllo dell'equilibrio. Infatti, non è possibile rigenerare la cartilagine con l'esercizio fisioterapico, ma è possibile ottenere un equilibrio funzionale che rallenti o arresti l'evoluzione artrosica e che minimizzi la sintomatologia. Questo gruppo di esercizi è particolarmente focalizzato sul potenziamento del flessore lungo dell'alluce come stabilizzatore fondamentale dell'equilibrio e sulla rieducazione delle dita e dell'alluce stesso come gestori e controllori primari dell'equilibrio.
Per raggiungere il secondo obiettivo, la ginnastica non si limita a esercizi di forza, ma include in modo cruciale anche esercizi di equilibrio e propriocezione, che aiutano a ripristinare il corretto funzionamento del piede nella fase del passo e nell'appoggio statico. Ovviamente è importante agire precocemente: in tal caso i risultati sono maggiori.
Gli esercizi possono sbloccare l’alluce rigido?
No, non possono. È sbagliato porsi come obiettivo il recupero del range articolare. Infatti, un recupero mediante manipolazioni produce una sensazione soggettiva di miglioramento del movimento solo nell'immediato ("alluce caldo"), ma che non si traduce in risultati efficaci. Al contrario, forzare esercizi volti a "sbloccare l'alluce" può indurre infiammazione, che è la modalità attraverso la quale poi si produce artrosi.
L'artrosi infatti è frutto di infiammazione cronica: arrestarla vuol dire lavorare sull'equilibrio funzionale, non forzare un movimento che è perso per motivi biomeccanici. I pazienti che hanno alluce rigido sono pazienti che nascono con un primo raggio elevato (primo metatarsale più alto rispetto agli altri in carico). Lo compensano bene, ma nel tempo questo centro di rotazione alterato produce infiammazione e riduzione del ROM articolare. Forzarlo non ha senso, imparare di nuovo ad usarlo sì.
Vediamo quindi quali sono gli esercizi realmente utili per la gestione dell'alluce rigido.
Che tipo di ginnastica è consigliata per l'alluce rigido?
La ginnastica consigliata è di tipo neuromotorio e funzionale, focalizzata sul recupero del controllo, la corretta gestione del carico, la coordinazione e l'adattamento del piede durante il passo.
È fondamentale ripetere che non si tratta di ginnastica posturale generica, né di un approccio basato esclusivamente su uno stretching aggressivo o sulla ricerca di mobilità a tutti i costi. Al contrario, l'obiettivo è lavorare sull'equilibrio funzionale per arrestare l'evoluzione artrosica, rispettando i limiti articolari imposti dalla patologia biomeccanica.
Esercizio 1: Short foot
Questo esercizio per alluce rigido si svolge stando in equilibrio su un piede solo, alternando un piede e l'altro. L'obiettivo è un appoggio di dieci secondi per ciascuno, cercando di non oscillare a livello del retropiede, ma di utilizzare i flessori di alluce e dita come stabilizzatori dell'equilibrio.
Il soggetto vedrà l'arco del piede aumentare e il piede accorciarsi e sentirà uno spostamento del carico e un controllo del baricentro maggiormente a carico dell'avampiede, con meno oscillazioni posteriori.
Esercizio 2: Potenziamento in eccentrico del flessore lungo dell'alluce con un elastico
Seduti con ginocchio a terra esteso, posizionare un elastico a cavaliere sull'alluce. Eseguire esercizi di flessione/estensione dell'alluce, prestando attenzione al ritorno elastico. Questo significa che il nostro tendine flessore eserciterà uno sforzo nel momento in cui l'alluce flette, ma dovremo anche rallentare il ritorno dell'elastico: ne deriva un potenziamento in eccentrico del flessore lungo dell'alluce.

L'esercizio può essere ripetuto anche a livello delle piccole dita.
Esercizio 3: Mobilizzazione dell'alluce
Seduto, con ginocchio flesso e gamba incrociata, eseguire movimenti di rotazione e flesso-estensione dell'alluce. Non ha l'obiettivo di guadagnare movimento, ma di decomprimere l'articolazione. Il paziente deve sentire comfort e nel contempo sentire l'allungamento (stretching) della muscolatura inguinale. Infatti, un alluce rigido spesso induce una camminata in supinazione che può avere un impatto negativo sull'anca.
Esercizio 4: Rollata del passo a piedi nudi
A piedi nudi, rieducare il piede alla fase di appoggio sul calcagno, con appoggio completo e spinta, rallentando il passo e accompagnandolo con le braccia: tacco-appoggio-punta. Questo esercizio può essere ripetuto, quando tollerato, su tappetini morbidi che facilitino l'affondamento e quindi diano la necessità di un ulteriore sforzo e stimolo propriocettivo per il controllo dell'equilibrio.
Esercizio 5: Stretching del tricipite surale
Per lo stretching del tricipite surale, ovvero del polpaccio, è necessario porsi in piedi, vicino ad un muro. Le mani appoggiano parallele all'altezza delle spalle (o poco sotto) sul muro. La gamba davanti poggia pienamente, il piede ha un contatto pieno con il pavimento e il ginocchio è flesso. La gamba dietro ha il ginocchio teso, il piede tocca completamente per terra, il calcagno tocca e il piede è orientato in asse in modo che sia possibile immaginare una linea immaginaria che passi dal centro del secondo dito al centro del calcagno. Qualche paziente avrà la sensazione di avere l'anca intraruotata. Tenere la posizione 20 secondi e poi cambiare arto.

Gli esercizi per alluce rigido sono gli stessi usati per l’alluce valgo?
Gli esercizi usati per alluce valgo e quelli per alluce rigido sono in parte simili, ma non sono gli stessi. Una parte è simile perché anche nei casi di valgismo abbiamo due obiettivi: annullare influenze posturali sovrasegmentarie negative e tornare ad usare l'alluce.
Quindi, non vi stupite se trovate potenziamento in eccentrico del tricipite, stretching catena posturale posteriore e core stability. Tuttavia, nell'alluce valgo la causa maggiore della patologia è l'instabilità, mentre nell'alluce rigido è la rigidità. Teniamo presente che non è una distinzione così netta, perché esistono anche casi di alluce valgo rigido.
Quindi, cosa teniamo per entrambi? Esercizi che hanno azione sovrasegmentaria, esercizi di equilibrio e coordinazione. Cosa cambiamo: attenzione a gestire la fase di gasping nuovamente con l'alluce rigido, che spesso per l'alluce valgo non è così compromessa o è compromessa solo nei casi di deformità grave.
Gli esercizi per la riabilitazione durante il post-operatorio
Gli esercizi post-intervento per alluce rigido devono tenere presente la fase post-operatoria e spesso sono in linea con quelli per l'alluce valgo.
La chirurgia più frequentemente eseguita è la joint preserving surgery, che ha l'obiettivo di risolvere il malposizionamento. Mira ad abbassare, retrarre e ruotare la testa del metatarsale per favorire l'ottimizzazione biomeccanica.
La riabilitazione inizia lo stesso giorno dell'intervento con il carico:
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Primo esercizio (nell'immediato post-operatorio): Camminare a pieno carico non appena scompare l'effetto dell'anestesia, utilizzando una calzatura bilaterale che favorisce un pattern of gait fisiologico. Camminare almeno 15 minuti, 4 volte al giorno. Questa camminata deve essere associata ad attività di stretching del tricipite surale (polpaccio). Il paziente è guidato nel percorso di cura anche da un bendaggio, rinnovato dopo 15 giorni.
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A 15 giorni (primo cambio del bendaggio): È utile introdurre potenziamento isometrico del quadricipite (la camminata è frutto della muscolatura dell'arto inferiore in toto) e core-stability.
A 4 settimane si torna a una scarpa normale (mantenendo un plantare) e si introducono:
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Short foot
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Esercizi di stimolo dell'equilibrio anche in dinamica, simulando la camminata lungo un filo (mimando un equilibrista).
A 6-8 settimane è possibile introdurre attività con elastici, potenziamento in eccentrico del flessore dell'alluce.
Per un grande atleta il percorso di atletizzazione riprende tra i 60 e i 90 giorni.