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Federico Usuelli26-gen-2026 16.31.257 min read

Tutori e solette per fascite plantare: quanto sono utili?

In questo articolo esploriamo in dettaglio il reale contributo di tutori e solette per fascite plantare nel percorso di gestione e guarigione dalla patologia.

Questa condizione cronica affligge un numero crescente di persone e si manifesta con un dolore che può variare da puntorio, sotto il calcagno, a esteso, lungo l'intera fascia. Spesso si cerca di alleviare i sintomi con dispositivi di supporto come tutori o plantari

Ma qual è il loro reale ruolo terapeutico e la loro efficacia? Di seguito rispondiamo alle domande più frequenti sull’argomento e analizziamo diverse tipologie d’uso.

INDICE

Le solette per fascite plantare sono utili per alleviare i sintomi?

Le solette, o plantari, possono essere utili per alleviare i sintomi. Tuttavia la loro efficacia dipende strettamente dalla conformazione del piede e dalla causa sottostante. Le opzioni sono principalmente due:

  1. Il problema è esterno al piede e dovuto ad altre patologie, come gonartrosi o coxartrosi, oppure è causato da un sovraccarico da sovrappeso o da vita sedentaria.
  2. Il problema è nel piede, che è cavo, oppure piatto.

Una volta identificata correttamente la causa della fascite, possiamo scegliere la soletta giusta.

Tac che mostra il piede di un paziente con fascite plantare e con spina calcaneare.È importante una corretta diagnosi del problema alla base della patologia, prima di usare delle solette per fascite plantare.

Che tipo di solette posso usare se ho la fascite plantare? Devono essere ortopediche? 

Come abbiamo visto, per scegliere la soletta per fascite plantare, dobbiamo conoscere la causa dell'infiammazione. Sulla base di questa i criteri decisionali sono i seguenti:

  1. Per un problema esterno al piede (gonartrosi, coxartrosi, sovraccarico dovuto a sovrappeso o vita sedentaria):
    • La soletta dovrà semplicemente accompagnare il piede nel suo ruolo durante il passo, alleviando il sovraccarico.
    • In questi casi, il ruolo della soletta è di shock absorber e non è necessario che sia ortopedica.
  2. Per un piede cavo (più rigido):
    • Una semplice talloniera antishock, con l'obiettivo di ridurre lo stress biomeccanico sotto al calcagno, può essere d'aiuto.
    • In questi casi, l'appoggio a tripode del calcagno (calcagno, base del quinto e primo metatarsale) è accentuato, e ridurlo nell'area sofferente può portare beneficio. È consigliato un modello che occupi poco spazio nella scarpa.
  3. Per un piede piatto patologico:
    • La talloniera non è sufficiente. In questo caso, alla soletta si chiederà di favorire la funzione del piede, messa a dura prova dal piattismo patologico.
    • Il piede piatto patologico stressa la funzione di un tendine (il tibiale posteriore) e di legamenti adiacenti (deltoide nella caviglia e spring ligament nel piede) che tendono a cedere, esponendo la fascia plantare a un eccesso di fatica.
    • Sarà più utile un plantare ortopedico su misura per ottimizzare la funzione di equilibrio e spinta durante il passo. Questo avrà il compito di sostenere la fascia plantare e il tendine tibiale posteriore, assieme al complesso legamentoso adiacente.

Ricordiamo però che la fascite plantare è una richiesta d'aiuto. È la malattia di una funzione più che di un organo: il passo! Per questo motivo, monitorare il nostro passo può essere un'arma diagnostica in più.

Foto di una donna che prova dei plantari ortopedici.

Plantari Intelligenti per la diagnosi

Alcuni gruppi hanno sviluppato l'uso di plantari intelligenti per la diagnosi. Sono plantari che il paziente indossa nelle calzature per fare dei test, camminare e correre. 

Permettono di raccogliere un'infinità di dati: appoggio, lunghezza del passo, durata della fase di spinta e di appoggio, tempo passato in equilibrio monopodalico. Questi sono fattori che possono misurare un passo patologico e che possono essere allenati. Il plantare intelligente ha quindi un ruolo nella cura e nella prevenzione della fascite plantare perché permette di studiare la salute del nostro passo.

Le solette possono impedire un peggioramento della patologia?

Le solette e i plantari possono aiutare a prevenire l'evoluzione del sovraccarico e a indurre un miglioramento della patologia. Tuttavia, è fondamentale ricordare che la fascite è un segnale di allarme del nostro piede, che sta perdendo la sua capacità di ammortizzare il passo. La fascia plantare è il cuore della salute del nostro passo.

Per questo, l'elemento chiave rimane sempre l'esercizio fisico terapeutico, che inizia concentrandosi sulla struttura principalmente coinvolta: il polpaccio (tricipite surale).

  1. Fase Iniziale: In una fase estremamente iniziale, un plantare associato a stretching del polpaccio (15 minuti, 3-4 volte al giorno) può risultare risolutivo.
  2. Problema Cronico: Nei casi di fascite cronica, è necessario un programma di esercizio fisico più strutturato:
    • Riscaldamento aerobico con strategie modificate per evitare il sovraccarico.
    • Potenziamento eccentrico del tricipite (con elastici o macchinari dedicati).
    • Potenziamento isometrico del quadricipite.
    • Core stability: attività muscolare per costruire il benessere dell'arto inferiore.

Questa attività di forza deve poi evolvere in esercizi che lavorano sulla propriocettività del passo:

  • Esercizi per la rullata del piede su tappetini morbidi che stimolino la funzione propriocettiva e il controllo dell'equilibrio.
  • Affondi eseguiti sugli stessi tappetini.
  • Squat, prima su terreno stabile e poi su tavoletta propriocettiva.

Foto di un esercizio per la fascia plantare svolto su un tappetino con una pallina di gomma.

Il rapporto tra esercizio fisico terapeutico e solette è questo: l'esercizio è meglio eseguirlo a piedi nudi, mentre le solette ci accompagnano nella giornata, quando camminiamo e stiamo fermi in piedi.

Infine, non si deve trascurare l'aspetto metabolico:

  • Mantenimento di corretti livelli di vitamina D.
  • Integrazione con Omega 3 (preferibilmente vegetali).
  • Adozione di una dieta a basso impatto infiammatorio.

Più siamo in condizione di guarire, più ogni singola attenzione sarà efficace. La fascite plantare è una call-to-action del nostro organismo che ci responsabilizza verso la nostra salute.

Quali materiali scegliere per le solette?

Ricordiamo che solette standard e plantari su misura per la fascite plantare possono essere fatti di materiali diversi in base all'esigenza:

  • Camminata Semplice: Le solette e i plantari non dovranno preoccuparsi eccessivamente dei volumi (indossati con scarpe larghe e comode).
  • Sportivi (sci, calcio, tennis): I plantari dovranno tenere presente la calzatura utilizzata durante il gesto atletico e dovrebbero avere materiali che consentano una stampa 3D di un plantare più anatomico e meno voluminoso.
  • Corsa: Spesso le soluzioni più adatte vengono direttamente dalla calzatura e dalla cura della tecnica di corsa. L'uso di calzature ad elevato potere ammortizzante può essere d'aiuto in un paziente non preparato. Con queste calzature, l'utilizzo di solette e plantari non è sempre indicato, perché può alterare il risultato degli studi eseguiti al momento della progettazione della scarpa (forma, materiali, design, interfaccia suola-tomaia-soletta). È stato introdotto il concetto della corsa con calzature minimaliste o bare-foot (piede nudo), un approccio affascinante ma che richiede profonda attenzione ed educazione al gesto.

Diverso rispetto alle solette è l’uso dei tutori.

I tutori sono utili per la fascite plantare?

Un tutore è un presidio terapeutico che si utilizza con l'obiettivo generale di dare stabilità a un'articolazione o a una funzione che l'ha persa, come per esempio in seguito a un trauma distorsivo di caviglia o in caso di instabilità cronica.

Per la fascite plantare, l'utilizzo di un tutore è generalmente meno indicato rispetto ad altre patologie. Tuttavia, in una fase iniziale, una difficoltà di appoggio o un'apprensione nel passo può produrre una fascite da eccesso di attenzione del complesso plantare nell'appoggio. In questi casi un tutore può aiutare, sebbene siano casi estremamente poco diffusi.

Oggi, inoltre, i tutori vengono utilizzati anche come strategia per rendere disponibile il supporto di terapie fisiche, in particolare esistono soluzioni che permettono di avere a disposizione nella quotidianità e durante il passo la crioterapia avanzata. Questo tipo di tutori può rivelarsi utile nella gestione di un sovraccarico acuto o di una sintomatologia acuta.

È fondamentale tenere presente che la cura del problema passa invece attraverso la diagnosi e poi la cura personalizzata che consta di:

  • Esercizio fisico appropriato.
  • Cura del proprio benessere (alimentazione e markers di benessere).
  • Solette e tutori con funzione di shock absorber o sostegno in base al caso e alla diagnosi ottenuta.

Ricordiamo infine che un paziente che si ammala di fascite plantare spesso è un paziente che tende a sviluppare recidive come se fosse un problema cronico. In questi casi l'utilizzo di plantari intelligenti per la diagnosi permette di monitorare la salute del passo e di avere maggiormente il polso della situazione. Come in tutti i casi di wearable technology, misurare è importante, ma non deve diventare un'ossessione: il nostro corpo è fatto per guarire e con l'opportuna serenità e le guide corrette questo avverrà.

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