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Distorsione di caviglia: la definizione
La distorsione di caviglia è un evento molto comune che può rappresentare un piccolo dramma per il paziente.
È suddivisa in:
- Distorsione di caviglia in inversione: quando il piede si orienta verso l’interno durante la storta.
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Distorsione di caviglia di eversione: quando il piede si orienta verso l’esterno, mentre la caviglia cede verso l’interno. È un evento più raro, ma indubbiamente più grave ed a rischio di compromissione di strutture anatomicamente delicate.

Perché è importante una diagnosi corretta
Dato che la sintomatologia non è sempre correlata con i danni provocati da una distorsione di caviglia, è importante visitare il paziente e rivalutarlo anche a distanza dall’evento traumatico. Solo così si può definire l’entità della lesione.
Il giusto iter in caso di distorsione caviglia quindi prevede:
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Un primo esame obiettivo subito dopo la storta.
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Una rivalutazione a distanza di qualche settimana.
Questa seconda valutazione deve avvenire durante una visita specialistica e avere a disposizione alcuni esami diagnostici indispensabili:
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una radiografia;
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una risonanza magnetica;
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una TAC.

La TAC è fondamentale per diagnosticare eventuali lesioni cartilaginee. Questo infatti non è un problema di gravità inferiore rispetto alla lesione legamentosa, né meno frequente. La TAC ci aiuta a definirne con massima precisione la dimensione in modo da pianificare l’eventuale intervento chirurgico.
Abbiamo approfondito i sintomi e la classificazione della distorsione di caviglia, così come i tempi di recupero, in due articoli sull’argomento.
Oggi invece vogliamo concentrarci sui rimedi, e su cosa fare per curare le distorsioni lievi, analizzando in particolare un metodo comunemente usato in questi casi, ovvero il metodo R.I.C.E.
Rimedi per la distorsione caviglia: il metodo RICE
L’acronimo R.I.C.E. è spesso citato quando si parla di trattamento di distorsioni lievi e di piccole lesioni, ma non è sempre chiaro cosa indichi e quindi che cosa sia necessario fare in caso di una distorsione di caviglia. Ve lo spieghiamo in questo articolo.
R = RIPOSO
Non appena si verifica la distorsione, bisogna mettere immediatamente la caviglia a riposo, evitando qualsiasi attività e soprattutto evitando di esercitare pressione su di essa.
I = ICE (ghiaccio)
Avvolgere del ghiaccio in un telo e metterlo a contatto con la caviglia è il secondo passaggio.
La bassa temperatura ridurrà l’infiammazione causata dall’aumento del flusso sanguigno.
Si consiglia di tenere in posizione il ghiaccio sulla caviglia distorta per non più di 20 minuti consecutivi e per un minimo di 3 volte al giorno.

C = COMPRESSIONE
La C sta per compressione.
Applicare una medicazione alla zona colpita aiuterà a ridurre l’infiammazione e il gonfiore che ne risulta.
Una volta bendata l’area, bisogna assicurarsi che la fasciatura non sia troppo stretta e che quindi la caviglia non si senta costretta ma possa mantenere una certa mobilità.
Nel caso in cui la medicazione risultasse troppo stretta, consigliamo di riapplicarla e di utilizzare una benda elastica (non plastica).
E = ELEVAZIONE
Sembra un classico rimedio della nonna, ma mantenere la caviglia distorta in posizione elevata può davvero aiutare ad alleviare il dolore.
L’ideale sarebbe posizionare il piede su una superficie morbida all’altezza del cuore. In questo modo si faciliterà il ritorno venoso, aumentando il flusso sanguigno venoso alla circolazione sistemica.
Evoluzione del metodo R.I.C.E: il metodo P.O.L.I.C.E.
Vengono spesso utilizzate delle variazioni a questo acronimo, che generalmente aggiungono uno o più passaggi, tipicamente la protezione iniziale (P.R.I.C.E.), mettendo in sicurezza la caviglia prima di applicare ghiaccio e bendaggi.
Oggi c’è una nuova evoluzione che prende il nome evocativo di P.O.L.I.C.E:
- P = Protezione. Proteggere (senza immobilizzare definitivamente) l’area infortunata per evitare ulteriori danni ai tessuti. Questo può avvenire, ad esempio, utilizzando delle stampelle.
- OL = Optimal Loading (Carico ottimale). Ovvero stimolare il processo di guarigione dei tessuti danneggiati con la giusta quantità di carico e di attività. Questo è il punto chiave del nuovo protocollo, che si discosta dalla più vecchia ipotesi di riposo assoluto. È compito dell’équipe riabilitativa indicare quale sia tale quantità di carico.
- I = Ice (ghiaccio). Si tratta sempre di mettere a contatto con la caviglia del ghiaccio avvolto in un telo, perché la bassa temperatura possa ridurre l’infiammazione causata dall’aumento del flusso sanguigno. Anche in questo caso si consiglia di tenere in posizione il ghiaccio per non più di 20 minuti consecutivi e per almeno 3 volte al giorno.
- C = Compressione. Una medicazione della zona colpita aiuta a ridurre l’infiammazione e il gonfiore. Tuttavia è importante che la fasciatura non sia troppo stretta e che la caviglia possa mantenere una certa mobilità. Se la medicazione dovesse risultare troppo stretta, è consigliabile applicarla nuovamente utilizzando una benda elastica, non plastica.
- E = Elevazione. Mantenere la caviglia distorta in posizione elevata può aiutare ad alleviare il dolore. La soluzione ideale è posizionare il piede su una superficie morbida ad una altezza più alta del cuore, perché in presenza di infiammazione il corpo tende a far arrivare il sangue al sito infiammato. Facendo defluire il sangue, mantenendo la gamba elevata, si allevia l’infiammazione allontanandone i mediatori chimici.
Vogliamo precisare che questi metodi si adattano a casi molto lievi di distorsioni e che non devono in alcun modo sostituire il trattamento guidato da un medico competente, soprattutto nei casi in cui la distorsione si riveli più seria e dolorosa.